Dietro al fenomeno del cyberbullismo c’è molto di più di qualche titolo che leggiamo sui giornali dopo gravi casi di cronaca. Oltre ai volti delle vittime che abbiamo contato negli anni, da Carolina in poi, ci sono le storie di migliaia di ragazze e ragazzi che sul web subiscono o agiscono violenza e prevaricazione.
Nella fascia tra gli 11 e i 17 anni, 3 persone su 4 sono coinvolte in episodi legati all’uso distorto e inconsapevole delle nuove tecnologie. Un pericolo oscuro e silenzioso, spesso fuori dalla portata di un mondo adulto che non coglie i rischi di un minore davanti ad uno schermo. Smartphone, tablet e console oggi sono portali, che nel bene e nel male spalancano mille possibilità.
Generazione iperconnessa
Strumenti di uso quotidiano, tanto che le nuove generazioni passano 2 mesi all’anno connessi alla Rete senza mediazione, controllo o la presenza di un adulto. Ragazzi che cercano protezione, ascolto e che non sanno a chi chiedere aiuto. A tal punto da cercare conforto e confronto proprio in quella dimensione che li ha fatti soffrire, sbagliare, isolare o smarrire. Un paradosso che li spinge ad immergersi sempre più in quell’oceano digitale da cui non sanno più riemergere.
La droga dei like
Una dipendenza invisibile, in molti la chiamano la droga dei like, che Fondazione Carolina affronta ogni giorno con il servizio Re.Te (Rescue Team). Si tratta del primo Pronto Intervento Cyber in Italia, nato nel 2019 grazie ad una equipe multidisciplinare dalle competenze in ambito psicologico, giuridico, clinico e comunicativo a disposizione delle famiglie, delle scuole, dei centri sportivi, degli oratori e di tutti i luoghi abitati da bambini e adolescenti.
I risultati del nostro impegno
Negli ultimi due anni scolastici, il servizio Re.Te. è intervenuto in 274 casi legati ai disturbi digitali, collaborando laddove necessario con le Forze dell’Ordine e il Sistema sanitario nazionale. Grazie al supporto del Centro Studi, i professionisti di Fondazione Carolina, riescono a riconoscere e a gestire le tante sfaccettature del malessere digitale online: dai bullismi al sexting, dall’adescamento alle challenge estreme, fino alla ludopatia e al ritiro sociale.
Un impegno costante e gratuito, forte di tre squadre di professionisti qualificati: nel Nord, nel Centro Italia e nel Mezzogiorno. A queste, dal mese di Aprile di quest’anno si aggiunge uno spazio fisico, nel cuore di Milano, a pochi passi dalla Stazione Centrale.
Il nuovo Centro sui disagi giovanili
Il Centro Re.Te. è la prima casa per il benessere digitale. Uno spazio polifunzionale, innovativo e accogliente sul disagio giovanile, pensato per il Recupero Terapeutico sia delle vittime sia degli autori, anche attraverso terapie di gruppo, laboratori e attività esterne. Perché prima di puntare il dito contro i ragazzi dobbiamo stabilite con loro una connessione fatta di ascolto, cura e affetto. Valori che, almeno per il momento, nessun programma consente di scaricare.
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